Canoni ricognitori sul demanio idrico, audizione in Commissione sull’ipotesi di una soglia minima
15/03/2026
La Prima commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, presieduta da Francesco Filipponi, ha avviato un approfondimento sulla possibile introduzione di una soglia minima dimensionale per i canoni ricognitori relativi alle occupazioni del demanio idrico. Il tema è stato affrontato nel corso di un’audizione con gli uffici di Palazzo Donini, convocata per esaminare la mozione presentata dai consiglieri del Partito democratico Francesco Filipponi e Maria Grazia Proietti.
La proposta mira a valutare un sistema di calcolo più proporzionato dei canoni, attualmente fissati in maniera uniforme, tenendo conto dell’effettiva dimensione delle occupazioni del demanio.
Verso una rimodulazione dei canoni
La mozione era stata rinviata dall’Aula alla Commissione per ulteriori approfondimenti tecnici. Attualmente il canone ricognitorio è pari a 252 euro annui per tutti i concessionari, indipendentemente dalla superficie occupata.
Nel corso dell’audizione i tecnici regionali hanno illustrato i dati relativi alle concessioni attive sul demanio idrico statale. Si tratta di 2567 opere idrauliche tra attraversamenti sotterranei, in subalveo o aerei, 1481 attraversamenti aerei per elettrodotti, 801 attraversamenti carrabili – come ponti, guadi, passerelle e canalizzazioni – e 192 occupazioni di aree demaniali per l’utilizzo di terreni.
Nel 2025 queste concessioni hanno generato entrate complessive pari a 1 milione e 616 mila euro, di cui circa 200 mila euro provenienti dagli attraversamenti carrabili. Una parte rilevante di tali concessioni riguarda soggetti pubblici: meno del 40 per cento degli importi è a carico di privati, mentre oltre il 60 per cento interessa enti pubblici.
Ipotesi di canone graduato in base alla superficie
Durante la discussione è stata avanzata l’ipotesi di introdurre una gradazione del canone minimo, calcolata in base alla superficie dell’occupazione del demanio. La proposta riguarderebbe in particolare alcune tipologie di opere, come ponti, guadi, passerelle o coperture, utilizzate dai privati per accedere alle proprie abitazioni.
Secondo la simulazione illustrata dagli uffici regionali, la rimodulazione potrebbe prevedere:
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50 euro annui per superfici fino a 10 metri quadrati;
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5 euro aggiuntivi per ogni metro quadrato tra i 10 e i 50 metri quadrati;
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oltre i 50 metri quadrati, l’applicazione del canone minimo ricognitorio aggiornato, che per il 2026 ammonta a 252,51 euro.
L’eventuale riduzione del canone per le superfici più limitate sarebbe accompagnata dall’assunzione di maggiori oneri manutentivi da parte dei concessionari nelle aree immediatamente a monte e a valle delle opere.
Obiettivo: equità e regolarizzazione delle concessioni
Tra le finalità della proposta emerge anche quella di far emergere eventuali situazioni irregolari, incentivando la regolarizzazione delle occupazioni del demanio idrico attraverso un sistema tariffario più proporzionato.
La discussione proseguirà nelle prossime sedute della Commissione, che dovrà valutare nel dettaglio gli aspetti tecnici e normativi prima di esprimere il proprio parere sulla mozione.
Avviato anche l’esame per la nomina dei Garanti regionali
Nel corso della stessa riunione la Prima commissione ha iniziato anche l’esame di due atti relativi alla nomina del Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale e del Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità.
La Commissione ha richiesto agli uffici di Palazzo Cesaroni la verifica dei requisiti previsti dalla normativa per le candidature presentate. Le domande ritenute ammissibili risultano cinque per il Garante dei detenuti e otto per il Garante delle persone con disabilità.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to