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Terni, sviluppo e innovazione: Patalocco (Pd) critica il Comune e chiede una strategia concreta

08/04/2026

Terni, sviluppo e innovazione: Patalocco (Pd) critica il Comune e chiede una strategia concreta
Foto da: Sailko, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons

Il tema dello sviluppo economico e dell’innovazione torna al centro del dibattito politico a Terni. A sollevarlo è il consigliere comunale del Partito Democratico Leonardo Patalocco, che evidenzia come la città si trovi di fronte a una fase decisiva, segnata da trasformazioni globali e da nuove sfide legate alla competitività industriale.

Secondo Patalocco, il contesto attuale, caratterizzato da dinamiche internazionali complesse e da cambiamenti strutturali nei sistemi produttivi, richiederebbe scelte incisive e investimenti mirati, soprattutto nei settori ad alto valore aggiunto come ricerca, sviluppo, digitale e formazione.

Un’economia che produce ma rende meno

Tra i dati citati, emerge una crescita economica contenuta per il 2026, con una stima del PIL provinciale inferiore sia alla media regionale sia a quella nazionale. A pesare è soprattutto la redditività industriale: nonostante la manifattura rappresenti una quota significativa dell’economia locale, i margini operativi risultano più bassi rispetto ad altri contesti.

La situazione evidenzia una criticità strutturale, legata non tanto alla quantità della produzione quanto alla sua qualità e al posizionamento nelle filiere più innovative.

Innovazione e capitale umano al centro

Patalocco richiama la necessità di puntare su settori strategici e su un rafforzamento del capitale umano, sottolineando il divario tra domanda e offerta di lavoro e la difficoltà nel trattenere i giovani talenti sul territorio.

Tra le proposte, emerge l’importanza di creare sinergie tra scuola, università e sistema produttivo, favorendo la nascita di percorsi formativi avanzati e lo sviluppo di competenze legate anche all’intelligenza artificiale e alle nuove tecnologie.

ZES e area di crisi: strumenti da valorizzare

Il consigliere evidenzia inoltre come strumenti già disponibili, come l’area di crisi Terni-Narni e la Zona Economica Speciale (ZES), non siano stati pienamente sfruttati. A fronte di numerosi progetti imprenditoriali presentati, mancherebbero risultati concreti in termini di investimenti e sviluppo.

Secondo Patalocco, l’assenza di un’azione coordinata da parte dell’amministrazione comunale avrebbe impedito di attrarre risorse e sostenere in modo efficace il tessuto economico locale.

Transizione industriale e sostenibilità

Un elemento positivo viene individuato nel progetto di decarbonizzazione del polo siderurgico AST-Arvedi, che punta a trasformare il sito in un modello di produzione sostenibile. Tuttavia, resta da comprendere quale sarà l’impatto reale sull’indotto e sull’economia cittadina.

La sfida per Terni riguarda la capacità di trasformare le opportunità in risultati concreti, costruendo una strategia che integri innovazione, formazione e politiche industriali per sostenere crescita e occupazione.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.